“Che vuoi che sia”: Edoardo Leo ancora precario da commedia

Una carriera luminosa da precario. Più alza le sopracciglia da peloso cocker bastonato, più si cala nei panni del bravo ragazzo alla ricerca di un lavoro decoroso, più racconta delle insicurezze sociali di questa Italia da terzo millennio, e più Edoardo Leo dà solide basi alla propria attività di regista e di interprete della commedia italiana. Con “Che vuoi che sia” – nelle sale dal 9 novembre – l’attore e regista romano torna a parlarci di quella generazione tra i 30 e i 40 fregata letteralmente dalla Crisi, condannata a ingegnarsi qualcosa per emergere, o anche solo darsi la minima solidità di un futuro normale, fatto di un appartamento e, chissà, pure di un figlio. E dunque, dopo  “Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia e il suo “Noi e la Giulia”, Leo ci riprova. E, seppur non arrivando alla freschezza di “Noi e la Giulia”, non sbaglia.

In “Che vuoi che sia” i temi a reggere la storia sono due: la precarietà lavorativa e il potere di Internet, più nel male che nel bene a dire il vero. Claudio (Leo) è un bravo informatico, laureato, ideatore di un progetto di “app” che, sulla falsa riga di Trip Advisor, dovrebbe segnalare ai cittadini i migliori artigiani. Il problema è la start up: mancano i soldi, e nemmeno il progetto di crowdfunding, la raccolta di fondi attraverso Internet, sembra raccogliere sostenitori. La sua compagna, Anna (Anna Foglietta), fa la professoressa precaria al liceo. I due giovani non più giovanissimi, che vivono a Milano, cercano di arrabattarsi come possono (anche con qualche furbizia ladruncola…) per contenere le spese, ma un figlio – che vorrebbero con tutto il cuore – proprio non possono permetterselo. E continuano a rimandare. Dopo l’ennesimo colloquio andato male, Claudio e Anna decidono di “festeggiare” sui Navigli con una bella sbornia consolatoria. Il tasso di alcol, però, li spinge a fare una pazzia: il pianeta Internet è così insensibile ai progetti intelligenti come quelli di Claudio? L’unica cosa che insegue è il porno? Bene, allora i naviganti sappiano che se Claudio raccoglierà la somma giusta per il suo progetto, lui e Anna faranno sesso in streaming. La promessa viene postata in forma di video sul Web e dimenticata. Nel giro di poche ore, però, i soldi cominciano ad arrivare, così che Claudio e Anna progressivamente passano dall’idea di far saltare tutto a prendere in esame la possibilità di farlo davvero, davanti a tutti, in Rete. Tanto, che vuoi che sia: “il sesso oggi è decisamente sopravvalutato”. Da quel momento la loro vita viene sconvolta, nei modi che risparmiamo al lettore volendo evitare spoileraggi e, soprattutto, volendo preservare almeno qualche ragione per andare a vedere questa commedia che diverte solo a tratti.

Edoardo Leo è sempre più bravo come regista e come attore, ma questa volta sul fronte della sceneggiatura non riesce a costruire personaggi e situazioni ficcanti. Se pensate che nel cast figura Rocco Papaleo e che, in questa nostra sintesi, il suo personaggio non ha meritato nemmeno un accenno funzionale, si può ben capire come profilo e battute del suo “zio Franco”, convivente con Claudio e Anna,  siano dimenticabili. Ciò in cui Leo riesce, invece, è raccontare del contemporaneo, anche il più faticoso (talvolta doloroso, se si pensa alle recenti cronache tragiche legate all’uso sconsiderato dei video hard su Internet)  attraverso le corde della commedia. Come fece, ma con ben altro esito, in “Noi e la Giulia” (vincitore di due Nastri, due David, un Globo d’Oro e due Ciak d’Oro). Non male, infine, l’idea dei titoli di testa incastonati già nella scena.

Ferruccio Gattuso

Che vuoi che sia
Regia: Edoardo Leo
Cast: Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo
Distribuzione:  Warner Bros. Italia
Uscita nelle sale:  9 novembre
Voto: 6/10

chevuoichesia

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