“Lion”: un lungo ritorno a casa, commozione natalizia assicurata

 

Una storia realmente accaduta, che non poteva non essere raccontata. Naturale vederla trasferita su carta – nel libro autobiografico di Saroo Brierley (edito da Rizzoli, pp.224, 18 euro, e book 9,99 euro) – ancor più naturale vederla su grande schermo: “Lion – La strada verso casa” dell’esordiente Garth Davis – nelle sale dal 22 dicembre – è il film tra l’avventuroso e il sentimentale che potrebbe fare centro in questo Natale. Certo più del ricattatorio e patinato “Collateral Beauty” con Will Smith di cui preferiamo non parlare a fondo.

La storia è quella del piccolo indiano della città di Madras, Saroo (il sorprendente Sunny Pawar da bambino, Dev Patel da adulto): a soli cinque anni, insieme al fratello maggiore, si arrabatta per racimolare un po’ di denaro per tirare a campare mentre mamma e sorellina stanno a casa. Una notte, in una stazione ferroviaria Saroo si addormenta all’interno di un convoglio mentre aspetta che il fratello torni da una “missione” esplorativa. Per sua sfortuna, il treno parte in direzione della lontana Calcutta. Saroo si risveglia in una realtà sconosciuta, in mezzo a estranei, d’improvviso… orfano. Dopo una serie di incontri pericolosi e di disavventure, finalmente il bimbo finisce in un orfanotrofio dal quale, poco dopo, volerà verso una nuova, più fortunata vita, in Tasmania e Australia. Ad adottarlo sono i coniugi Brierley, benestanti, e dunque la vita di Saroo, insieme a un fratellastro e una sorellastra, anche loro adottati, sembra finalmente libera dalle costrizioni. Ma il apssato, dopo anni, chiama, con sempre maggiore insistenza: Saroo ricorda a malapena ciò che gli è successo e, complice i profumi del cibo indiano, la possibilità di ritrovare frammenti di strada percorsa durante il lontano viaggio su Google Earth e infine lo stimolo della bella fidanzata Lucy (Rooney Mara) lo convincono a tentare di ritrovare la strada verso casa. Quando questa  sete di ricerca, però, diventa un’ossessione tale da condizionare il suo equilibrio sociale e affettivo, Saroo rischia di perdere tutta la sua vita di oggi per un velato ricordo di quella di ieri. Ce la farà a ritrovare il suo villaggio originario e, chissà, sapere cosa ne è stato della madre naturale e dei fratelli?

La vicenda del piccolo Saroo è, nell’economia del film, quella che conquista maggiormente lo spettatore. La parte “adulta” – sebbene possa contare su un terzetto di assoluto valore drammatico (Dev Patel finalmente maturato e intenso, Rooney Mara e soprattutto Nicole Kidman, seppur in ruoli di contorno, in stato di grazia) – arranca un poco. Ma l’epilogo, giocoforza commovente anche a dispetto di un certo sentimentalismo, ha una forza insita nel fatto che rievoca veneti realmente accaduti. E solo un cuore di pietra può rimanerne impassibile.

Lion
Regia: Garth Davis
Cast: Nicole Kidman, Dev Patel, Rooney Mara
Distribuzione: Eagle Pictures
Uscita nelle sale:  22 dicembre
Voto: 7/10

lion

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