“La vendetta di un uomo tranquillo”: un thriller spagnolo (4 Premi Goya) tutto da vedere

 

 

Presentato nella sezione “Orizzonti”  all’ultimo Festival di Venezia e bagnato da un solido consenso di pubblico cinefilo, “La vendetta di un uomo tranquillo” di Raúl Arévalo  – nelle sale dal 30 marzo – è uno dei thriller più asciutti ed efficaci degli ultimi tempi, figlio di una terra – la Spagna – che in fatto di buone idee e riuscite realizzazioni sta dando, da un po’ di tempo, prove invidiabili. Soprattutto nel genere thriller, basti pensare a  “Cella 211” e “Desconocido”, per citare solo due titoli. Realizzato dall’attore e regista 36enne esordiente  Raúl Arévalo, “Tarde para la ira” (questo il titolo originale, meno manieristico e banale di quello pensato in Italia) è la storia di una spietata vendetta. Obbligo ci corre di non rivelare il colpo di scena che capovolgerà la percezione dei personaggi da parte dello spettatore a un certo punto della vicenda: basti sapere che tale colpo di scena avviene nella prima parte del film, e ciò nonostante avrà il suo dannatissimo effetto ipnotico su chi guarda.

Il prologo della storia avviene a Madrid nel 2007: una banda di rapinatori esce da una gioielleria con la refurtiva ma il colpo naufraga in pochi minuti. La polizia piomba sul posto prima che i banditi possano fuggire insieme. L’unico che resta nelle rete (dopo un inseguimento automobilistico che, con potente intuizione registica, ci trasporta letteralmente a bordo dell’auto del fuggitivo) è Curro (Luis Callejo), che viene arrestato per scontare otto anni di prigione. Dietro le sbarre, Curro non parlerà, prendendosi tutta la colpa. Intanto, fuori, la sua compagna Ana (Ruth Diàz, volto e fascino che restano impressi) lo aspetta insieme al piccolo figlio, lavorando al bar del fratello Juanjo (Raúl Jiménez). Qui, tra gli avventori c’è anche un uomo dai modi riservati, di nome José (Antonio de la Torre): tipo di poche parole che, però, a poco a poco entra nell’ambiente, diventando amico di Juanjo, sua moglie e di Ana. Tra quest’ultima e José scatta qualcosa. Proprio il giorno in cui Curro esce di prigione, l’amara scoperta: Ana si è innamorata di José. Curro non la prende ovviamente bene e José ha un’idea per evitare problemi ad Ana e a suo figlio. Ci fermiamo qui, per evitare spoiler.

Con “La vendetta di un uomo tranquillo”, il giovane  Raúl Arévalo – conosciuto come attore in film  come “Ballata dell’odio e dell’amore” e “La isla minima” – realizza un ottimo thriller: teso, lucido, senza barocchisimi inutili né autocompiacimenti, realistico e a tratti banale come in fondo è la vita, ambientato in una Madrid dei quartieri popolari che, vivente ancora oggi, rimanda alla nostra memoria, per alcuni versi, i nostri anni ’70. La felice intuizione è far propria la tradizione americana (dal noir di vecchia scuola fino a Quentin Tarantino, seppur rifiutando di quest’ultimo la spettacolarizzazione della violenza, e anzi mostrandocene il lato prosaico e crudo) innestandola totalmente nella realtà spagnola. Se c’è qualcosa che manca nella storia, sceneggiata dallo stesso Arévalo, è ciò che non ci è dato di sapere quando l’automobile nell’ultima scena imbocca una curva. Cosa seguirà alla vendetta? Questa è indubbiamente una precisa scelta dell’autore, che vuole attenersi ai soli fatti e alla sola ossessione della nemesi. A fare da carburante inestinguibile di tutta la storia, in ogni risvolto, è la rabbia muta, dissimulata e implacabile di un uomo “tranquillo”. Di un uomo che era tranquillo. Arévalo parla, nelle sue note di regia, di una “storia di vendetta e redenzione”: ma di quest’ultima non sembra esserci la benché minima traccia. Perlomeno per il protagonista. Il film   – che, udite udite dura solo 92 tesissimi minuti – ha vinto ben quattro Premi Goya: Miglior film, Miglior regista esordiente, Miglior sceneggiatura originale e Miglior attore non protagonista (Manolo Solo).

La vendetta di un uomo tranquillo
Regia: Raúl Arévalo
Cast:   Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Diàz
Distribuzione:      Bim distribuzione
Uscita nelle sale:  30 marzo
Voto: 7,5/10

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