“Boston – Caccia all’uomo”: l’attentato alla Maratona nel film di Peter Berg

 

 

Ora che Donald Trump si è accomodato alla Casa Bianca, ci toccherà sopportare – oltre a lui, ovviamente, che non ci manda certo in visibilio – i “poliziotti dell’anti-trumpismo” i quali, bava alla bocca d’ordinanza, faranno le pulci maccartiste a qualsiasi titolo d’azione, o comunque di “tema americano”, Hollywood sforni. Per evitare, va da sè, che eventuali sue dosi “trumpiane” possano corrompere l’audience. Anche se è ben difficile che, nel gregge hollywoodiano tradizionalmente belante il monocorde mantra “liberal”, di trumpiani  ce ne sia anche solo l’ombra. Qualcosa dell’isterismo di cui sopra lo si può già identificare all’uscita nelle sale di “Boston – Caccia all’uomo” di Peter Berg (dal 20 aprile): a casa nostra, c’è chi si è già dato da fare per etichettare questo film  – incentrato sull’attentato alla Maratona di Boston nel 2013 (3 morti e 264 feriti)  – come un prodotto “familista e razzista”. Anche armandoci della più cattiva volontà, di familismo (che è cosa ben diversa dal senso della famiglia) qui non troviamo traccia: a meno che non si voglia mettere alla berlina il senso della comunità che Boston e i suoi cittadini (lo dicono le cronache dell’epoca) mise in campo in quelle ore dolorose. Questo sentimento viene raccontato dal regista Peter Berg con un piglio cronachistico (lo stesso di film come “Lone Survivor” e “Deepwater  Horizon”, sempre con Mark Whahlberg protagonista) ben lontano da certe pomposità retoriche tipiche di tanti film statunitensi narranti temi analoghi. La violenza? Quella c’è, evidentemente, ma non insegue mai un intento spettacolare. Quanto al razzismo, non ci resta che alzare gli occhi al cielo. I fatti dicono che i due attentatori di Boston – i fratelli Dzhokhar e Tasmerlan Tsarnaev –  erano giovani musulmani originari del Kirghizistan, che non erano addestrati, che si lanciarono in un’operazione “fai-da-te” piena di falle, che non erano un pozzo di intelligenza (e ciò nonostante stavano pianificando un analogo attentato in Time Square a New York) e che – dopo un centinaio di ore in fuga e dopo uno scontro a fuoco violento – giunsero al capolinea. La morte per uno, il carcere con condanna a morte (non ancora eseguita) per l’altro. Cambiare la realtà non è possibile, e sinceramente non sappiamo dove possa risiedere il “razzismo” in una narrazione dove, rispettando peraltro la verità, il ruolo di “eroe” principale spetta a uno studente cinese che, sequestrato, trova il coraggio di fuggire dalla propria auto e chiamare la polizia, mettendo in moto l’identificazione finale dei due killer.

Per il resto, la storia la si conosce, e Peter Berg la racconta con un buon equilibrio tra dose action e veloci ritratti su alcuni protagonisti della triste vicenda: su tutti, il poliziotto Tommy Saunders (che raccoglie in sé caratteristiche di più poliziotti coinvolti realmente nel fatto, interpretato da Mark Wahlberg), il capo operativo dell’FBI Richard DesLauriers (Kevin Bacon) e altri personaggi pubblici come il Commissario Ed Davis (John Goodman), il Sergente di polizia Jeffrey Pugliese (J.K. Simmons) e naturalmente i due attentatori interpretati rispettivamente da Alex Wolff e Themo Melikidize. Girato con scrupolo nei medesimi luoghi dell’attentato, e per di più durante la Maratona del 2016, “Boston – Caccia all’uomo” si rivela un discreto film la cui unica aspirazione è “dire com’è andata” e soprattutto riassumere tutto nella elementare morale enunciata dal poliziotto Saunders: finché la gente si comporterà con grande senso di solidarietà, come successe a Boston in quella maledetta occasione, e crederà nell’amore, il terrorismo fanatico non potrà avere la meglio. Questa “verità” ha il sapore dolciastro della retorica? Forse. Ma si basa su un ragionamento razionale. E, soprattutto, trasuda quel sentimento “americano” che può piacere o non piacere, ma esiste. Qualcuno dovrebbe farsene una ragione.

Boston – Caccia all’uomo
Regia: Peter Berg
Cast:  Mark Wahlberg, Melissa Benoist, Kevin Bacon
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale:  20 aprile
Voto: 6,5/10

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