‘Buon anno, ragazzi’ – una notte speciale, al Teatro Franco Parenti

da-sx-Sebastiano-Bottari-Daniela-Pieperno-Francesco-BrandiMiro-Landoni-dietro-Camilla-Semino-Favro--678x381Giacomo, un insegnante di filosofia e scrittore precario cerca di finire il romanzo che sta scrivendo e che si trascina da molto tempo. Ma stasera un evento particolare disturba la sua concentrazione. È capodanno, e progressivamente il suo appartamento si riempie di persone che, ognuna con la sua storia, riempiranno la sua serata e lo distrarranno fatalmente dal suo intento. Lo riporteranno in zone emotive che pensava dimenticate facendo esplodere in lui un maelstrom di ricordi, di decisioni e incertezze, che lo avvolgerà fino a trascinarlo con sé.

Diretto da Raphael Tobia Vogel, figlio di Andrée Ruth Shammah, la pièce offre uno spaccato di due generazioni, da quella del protagonista, afflitta dall’indeterminatezza e che lotta per una tranquilla stabilità esistenziale quasi impossibile da raggiungere, alla generazione dei genitori che non si rassegnano all’avanzare dell’età ma non perdono occasione per criticare quella del figlio.

Poi c’è la ex-compagna di Giacomo (Camilla Semino Favro), madre assente di suo figlio che torna per vederlo dopo averlo tanto trascurato. E poi c’è il suo migliore amico (Sebastiano Bottari), tanto presente quanto solo, tanto privo di reali affetti quanto alla loro costante ricerca.

Buon anno ragazzi, scritto e interpretato da Francesco Brandi, è un pot-pourri tematico, e incastonarlo in un genere sarebbe riduttivo; si passa da spassose risate a momenti più sinceramente introspettivi, pregni di amara consapevolezza del moto della propria esistenza e dell’impossibilità di cambiarne il corso, fino ad arrivare ad atmosfere tipicamente poliziesche, all’attesa, alla suspense, al mistero.

Il ritmo è sostenuto e il testo coinvolge. Unica pecca che sentiamo di segnalare è la differenza di stile recitativo degli attori: a volte il diverso approccio attoriale degli interpreti, il modo di concepire la recitazione, lo spazio e l’atto teatrale, crea piccoli dislivelli emotivi, attivi e caratteriali che inficiano la fluidità del gioco azione e reazione rendendo un po’ forzati alcuni passaggi, in uno spettacolo comunque godibile, ironico e ricco di spunti interessanti.

Francesco Montonati

 

Buon anno ragazzi,
dal 12 maggio al 1 giugno 2017, Teatro Franco Parenti
Di Francesco Brandi

 

 

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