Bentivoglio, professore in (e di) teatro; nell’‘Ora di ricevimento’, al Teatro Franco Parenti

ora2Raramente capita di assistere a uno spettacolo che possa considerarsi completo: qualche volta gli attori sono bravi ma il testo ha qualche pecca, altre volte è la regia a risultare poco efficace e via dicendo. Ma quando questo accade, non possiamo fare altro che elogiare tale spettacolo ed elencarne i meriti. Ecco, questo è il caso dell’Ora di ricevimento, in scena al Teatro Franco Parenti fino al 26 ottobre per la regia di Michele Placido. Uno spettacolo completo.

Federico Bentivoglio è Ardeche, un professore che considera la classe come un’istituzione permanente alla quale caratteristiche variabili assicurano una sorta di continuità attraverso il succedersi delle forme passeggere – sempre le stesse – in cui via via si incarna. Ad ogni alunno, anno dopo anno, assegna un soprannome archetipo che un altro alunno prima di lui aveva rivestito l’anno precedente. Così i vari Raffreddore, Boss o Panorama – mai in scena fisicamente – prendono vita dalle parole del professore, e agiscono in quelle dei genitori, i quali si alternano in udienza durante l’ora di ricevimento, dal primo all’ultimo giorno di un anno scolastico tipo, nella scuola di una periferia parigina disagiata in cui le più disparate realtà etniche convivono, cercando a fatica di conservare ognuna la propria identità culturale. Le tristemente note banlieu. L’obiettivo di Ardeche non è di quelli che cambiano il mondo: pur cosciente della dell’impossibilità del suo proposito, vorrebbe solo riuscire a portare tutti gli studenti fino alla fine del corso scolastico senza perderne durante l’anno.

La storia si sviluppa nelle ore di ricevimento, e la realtà circostante, il paesaggio, l’interazione sociale del luogo ci arriva de relato, visita dopo visita, portata da personaggi emblematici che racchiudono in loro – nel linguaggio, nei gesti, nel vestiario – tutto questo.

Un ottimo testo che parla di desiderio e difficoltà di integrazione, di una coscienza sociale che si accorge delle diversità culturali ma difficilmente riesce ad accettarle. L’autore Stefano Massini è stato capace di dosare il senso estetico della parola con il valore etico della stessa, e di creare uno stimolante impianto narrativo, scandito e ripartito in unità temporali e particelle narrative – l’ora di ricevimento, appunto – che sono tanto sotto trame ed episodi autoconclusivi quanto parti integranti del principale plot.
La scenografia si unisce al disegno luci in maniera compatta, rievocando ora quelle atmosfere sospese e cariche di attesa di alcuni pomeriggi di pioggia – grandi e freddi neon dentro, la città nella penombra umida della pioggia fuori – ora quelle festose di sole che però festose, in certe realtà disgraziate, non lo sono mai fino in fondo.
Ottime anche le musiche (Luca d’Alberto), ben dosate, piacevoli ed evocative, senza mai sfociare nel didascalico.

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Da sottolineare infine la straordinaria performance di Bentivoglio. La sua è una recitazione pulita, scevra da gusti o modi di maniera, precisa, animata da movimenti puliti e netti. Una presenza scenica che riempie il palcoscenico, e capace di comunicare e il mestiere dell’attore, la risata, quando ci vuole, e la lacrima, la sospensione, l’invito alla riflessione quando i toni cambiano e la trama li esige. Uno spettacolo completo e riuscitissimo sotto tutti gli aspetti, capace di far ridere dell’uomo nella sua valenza archetipa con cinismo e distacco, e di far riflettere sugli errori di una società umana contemporanea sempre più multietnica e variegata ma ancora incapace di una completa integrazione accogliendo la diversità.

Francesco Montonati

 

L’ora di ricevimento
di Stefano Massini
regia Michele Placido
con Fabrizio Bentivoglio
e Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori, Balkissa Maiga, Giulia Zeetti, Marouane Zotti
scena Marco Rossi
costumi Andrea Cavalletto
musiche originali Luca D’Alberto – voce cantante Federica Vincenti
luci Simone De Angelis

 

 

 

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