“Loveless”: la steppa morale di una Russia sgretolata nel bel film di Zvyagintsev

 

 

L’autore dei pregevoli “Il ritorno” (Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2003) “Leviathan” (Golden Globe come miglior film straniero nel 2014) regala un altro titolo di grande spessore: “Loveless” – in uscita nelle sale il 6 dicembre – è un dramma egregiamente raccontato, che non lascia scampo ai protagonisti e allo spettatore. Il regista russo Andrey Zvyagintsev sa come intingere la propria “penna cinematografica” nelle ferite della Russia contemporanea, implacabile nel mostrarci una società sbriciolatasi moralmente dopo settant’anni di comunismo ai quali non è seguita una rinascita, bensì una metastasi in chiave individualista. Ma se l’utopia si era illusa di creare un “uomo nuovo”, il socialismo reale (l’unico possibile) ha prodotto un individuo abile nel mentire a sé stesso e ai suoi simili, egoista e svincolato da qualsiasi senso di colpa trascendente, essendo per settant’anni qualsiasi tipo di religione relegata nei bassifondi della memoria umana. Eccolo, l’Uomo Nuovo: un uomo cullato nel più bieco materialismo.

Maryana Spivak (4)

Urbaniscamente, naturalisticamente e persino meteorologicamente la Russia di “Loveless” è una steppa morale nella quale un figlio non voluto, il piccolo Alyosha (Matvey Novikov), generato da una coppia in irreversibile crisi, assorbe l’odio che si lanciano addosso suo padre e sua madre. La sua sofferenza è silenziosa eppure urlata, ben rappresentata da quella citazione “munchiana” che appare di colpo dietro una porta chiusa, togliendoci il respiro. Entrambi i genitori hanno provveduto a costruirsi un’altra vita: lui (Aleksey Rozin) con una giovane, graziosa, dimenticabile donna che già sta per dargli un altro figlio; lei (Maryana Spivak) con un uomo maturo e benestante. Nessuno sembra voler tenere il figlio memento del loro fallimento. Ma quando il ragazzino scompare nel nulla, comincia una ricerca – dapprima stordita, poi sempre più angosciata – nella quale i due individui, ormai estranei tra loro, devono comunque interagire. Sullo sfondo, un sistema statale (la polizia) che conduce le indagini nell’inerzia più cinica, e un’associazione di volontari che mettono in moto un meccanismo così oliato da farci capire come, nella Russia di oggi, il problema dei bambini scomparsi non sia certo qualcosa di inedito.

A sorreggere questo dramma che parte sulle note di Ingmar Bergman e segue un crescendo più ampio e decisamente personale, Andrey Zvyagintsev pone una coppia di protagonisti eccellente. Non un film facile cui assistere, per ritmo e rappresentazione, ma una lezione di sostanza su un mondo, la società russa, che è ben lontano dalle granitiche certezze del suo uomo forte al comando.

Loveless
Regia: Andrey Zvyagintsev
Cast:  Maryana Spivak, Alexey Rozin, Matvey Novikov
Distribuzione: Academy Two
Uscita nelle sale:  6 dicembre
Voto: 8/10

loveless

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