“Suburbicon”: Clooney e i Coen raccontano il sobborgo dei mostri

 

Suburbicon ha, nel nome, un suono evocante una creatura mostruosa. Qualcosa di robotico e senza cuore. É, invece, il nome di un tranquillo sobborgo residenziale dove l’America anni Cinquanta celebra sé stessa, sin dagli opuscoli che la raccontano a partire dai titoli di testa: un’America bianca, bianchissima, borghese, benestante, dove le casette affiancate possono permettersi bassi steccati perché il vicino è quello che ti presta la canna per innaffiare il giardino o ti porta una fetta di torta di mele alla domenica. L’abbiamo vista sbertucciata con amaro sarcasmo e implacabile ironia già tante volte, al cinema, quest’America ipocrita e wasp, formalista e puritana: nel cinema dei Coen, in quello di Tim Burton, in una commedia divertente  e ansiogena come “La moglie perfetta” di Frank Oz. Con “Suburbicon” – nelle sale dal 6 dicembre – George Clooney preleva una sceneggiatura scartata (dicono coloro che il film non l’hanno amato), scoperta nel cassetto (dicono invece coloro che il film l’hanno apprezzato) a casa Coen. Ma se il copione dei celebri fratelli di “Fargo” raccontava solo del lato “noir” della storia – una dark comedy incentrata sulle mostruosità perpetrate dietro le rispettabili mura di casa di una perfetta famiglia americana – Clooney ha aggiunto una vicenda parallela ispirata a un fatto di cronaca vero, questa volta nero sì, ma per la pelle dei suoi protagonisti: l’arrivo della prima coppia afroamericana benestante nella “decente” cittadina di Levittown in Pennsylvania. Un fatto che venne vissuto dalla comunità interamente bianca più o meno come l’atterraggio degli Ufo, scatenando dapprima perplessità, poi interventi di boicottaggio e infine dimostrazioni violente.

Karimah Westbrook as Mrs. Mayers in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.
Karimah Westbrook as Mrs. Mayers in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.

Il gioco, dunque, in “Suburbicon” è matematico: il Clooney notoriamente “liberal”, di fede democratica e anti-Trump, per capirci il Clooney che a gran voce i colleghi di Hollywood e i salotti che la sanno lunga vorrebbero un giorno candidato presidenziale alla Casa Bianca, fa scorrere davanti ai nostri occhi una favola-incubo, dove non si salvano gli individui (nella storia famigliare), né la società (nella storia razzista). Della seconda si è detto. La prima vede il rispettabile padre di famiglia Gardner (Matt Damon) pianificare l’omicidio della “difettosa” moglie Rose (Julianne Moore), rimasta disabile sulla carrozzina, sostituendola con la versione non difettosa, la sorella gemella Margaret (sempre Julianne Moore, ovviamente), che vive in famiglia e, silenziosamente, di Rose brama l’intero status. Agli occhi del figlio Nicky (Noah Jupe) tutto appare evidente in poco tempo: tutto è esattamente come sembra. Suo padre e sua zia sono due mostri. Ma il piano dei due è costruito e messo in atto con strabiliante, comica (per come ci viene raccontata) stupidità, e gli errori in sequenza, sempre più irreparabili, finiranno per sommergere la coppia diabolica. Di questa stupidità approfitterà il destino, anche nella forma di un astuto assicuratore interpretato da Oscar Isaac, protagonista di una delle scene migliori del film, in uno spettacolare duetto con Julianne Moore. Un altro memorabile duetto sarà quello finale tra padre e figlio, a tavola, dove il primo fa un’indecente proposta al secondo.

Left to right: Julianne Moore as Margaret and Oscar Isaac as Bud Cooper in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.
Left to right: Julianne Moore as Margaret and Oscar Isaac as Bud Cooper in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.

Si prova orrore ma si ride anche molto nel film che George Clooney sforna oggi, con molta probabilità per sbeffeggiare quell’America bianca così nostalgica di un’Età dell’Oro che, come tutte le Età dell’Oro chissà se c’è mai stata. L’America cui brillano gli occhi quando intravede il ciuffo biondastro di Donald Trump. Nulla di originale? D’accordo. Ma se il film diverte – e diverte – non fategliene una colpa.

Suburbicon
Regia: George Clooney
Cast:  Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale:  6 dicembre
Voto: 7,5/10

suburbicon

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