“I segreti di Wind River”: Jeremy Renner in un thriller “glaciale”

 

Alla sua prima regia Taylor Sheridan (già sceneggiatore di un eccellente gangster-movie come “Sicario”) confeziona un ottimo thriller che, si spera, potrà guadagnarsi i favori del pubblico italiano anche col passaparola. Il cast di “I segreti di Wind River” (nelle sale dal 29 marzo) – a parte Jeremy Renner, volto noto alla platea consumatrice di popcorn e supereroi – non sfoggia nomi celeberrimi. La  benzina mediatica di questa pellicola, dunque, potrà venire solo da righe come queste nostre e, fidatevi, da una storia molto, molto buona. Ben scritta, avvincente, con una buona caratterizzazione psicologica dei personaggi, corredata di un’ambientazione che, alla fine, è il protagonista principale del film.

Siamo nella riserva indiana di Wind River, nel Wyoming, area della grande terra americana dove, anche a primavera, la neve non smette di soffocare la Natura, attutire i suoni, raggelare corpi e anime, nascondere e dissimulare – in un habitat ostile, dove isolamento e noia sono la regola  – i segreti e i dolori della gente. Pochi bianchi, come il protagonista Cory Lambert (Renner), cacciatore di animali predatori a difesa della comunità e del bestiame, e molti nativi e meticci. Un popolo, quest’ultimo, che vive l’ambiente come una prigione dalla quale non può uscire, perché altrove non saprebbe vivere. Un popolo che si consuma sotto il peso della sconfitta subita nello scontro con la società bianca, delle droghe, dell’alcol e di un’esistenza economicamente limitata, senza sbocchi.

Elizabeth Olsen and Jeremy Renner appear in Wind River by Taylor Sheridan, an official selection of the Premieres program at the 2017 Sundance Film Festival. © 2016 Sundance Institute.
Elizabeth Olsen and Jeremy Renner appear in Wind River by Taylor Sheridan, an official selection of the Premieres program at the 2017 Sundance Film Festival. © 2016 Sundance Institute.

 

La storia inizia con una ragazza che corre sola nella notte innevata: sfugge disperata da qualcosa o qualcuno. Poi si accascia e muore, non di congelamento ma di emorragia (come spiegheranno i protagonisti). A ritrovarla sarà proprio Lambert: sul suo corpo segni di percosse e di stupro. Nella sonnolenta realtà di Wind River iniziano le indagini: la giovane agente FBI inviata sul posto – Jane Banner (Elizabeth Olsen) – chiede a Lambert di aiutarla nelle indagini. In fondo, l’uomo è un ciaccatore di predatori e le persone che si sono macchiate di questo crimine appartengono esattamente a questa categoria. Lambert accetta, non senza sofferenza personale (la sua storia famigliare porta un “danno” simile a quello su cui si indaga).

Taylor Sheridan si concentra più sull’ambientazione e sulla caratterizzazione dei personaggi che sull’intreccio poliziesco, ed esattamente questo rende “I segreti di Wind River” diverso da qualsiasi puntata di una serie tv di medesimo genere. Ne esce un film “di genere”, certo, dove però ogni membro del cast spicca per intensità, regalando poche parole, portando il peso del significato (uno di essi è il dolore) negli sguardi e nel non detto. Quando la verità viene a galla, lo fa in tutta la sua evidenza e sintesi: tutta e subito dunque, non centellinata, perché non è a dissolvere il mistero che punta l’autore. Al cuore del crimine si giunge spinti dai demoni del luogo: un luogo avverso dove si lotta per sopravvivere, altrimenti si soccombe. Da vittime, ma anche da carnefici. Il film ha vinto il premio per la Migliore Regia nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2017.  Ed è da vedere.

I segreti di Wind River
Regia: Taylor Sheridan
Cast: Jeremy Renner, Julia Jones, Elizabeth Olsen
Distribuzione: Leone Film Group/Eagle Pioctures
Uscita nelle sale: 5 aprile
Voto: 8/10

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