“Maria Maddalena”: ecco il Vangelo “femminista” di Garth Davis

 

Ce la mette tutta Garth Davis, per portarci proprio laggiù, e a quel tempo. Ma come gli era accaduto con il film d’esordio “Lion – La strada verso casa”, una bella storia (anzi la storia più bella mai narrata) finisce per diventare, nelle sue mani di regista “troppo educato”, un racconto vagamente patinato. Nei sentimenti messi in scena e nei volti e nei comportamenti dei protagonisti. Per di più, questo racconto viene scandito a un ritmo lentissimo, quasi estenuante, al centro del quale – con un proposito dichiaratamente femminista – sta Maria Maddalena, e non Gesù.

Maria Maddalena (interpretata dalla bellissima Rooney Mara), cioè colei che traduzioni e luoghi comuni popolari dipinsero come una “prostituta” ma che, per chi conosce bene i Vangeli, assomma in sé almeno due personaggi, solo uno dei quali potrebbe essere la celebre adultera salvata dalla lapidazione dalle parole di Gesù (“chi è senza peccato scagli la prima pietra”). Oggi, la Chiesa ha definitivamente riabilitato la figura di Maria di Magdala, definendola “apostola degli apostoli”Davis fa di più, nel suo film aspira a trasformarla nella principale testimone dell’operato di Gesù, colei che meglio ne ha compreso il messaggio. Gli apostoli uomini? Loro, a cominciare da colui che sarà il primo papa, Pietro (Chiwetel Ejiofor), e da Giuda Iscariota (Tahar Rahim, forse il più convincente del cast), appaiono come individui ottusi (il primo) o ubriachi di “ideologia fideistica” (il secondo, esposto a una delusione che lo farà propendere verso il tradimento) convinti che il Regno sarà “qui e ora”, in arrivo a giorni se non a ore.

Le figure femminili, nei Vangeli, hanno sempre avuto una grande importanza, non esiste alcun maschilismo all’interno della parabola narrata dei cruciali tre anni in cui Gesù predica, raccoglie fedeli e affronta la Passione che lo porterà alla morte e alla resurrezione. Il film di Davis, ad esempio, spiega bene come le donne (tra cui Maria Maddalena, qui invece mostrata come l’unica ad avere questo privilegio) furono le prime a notare il Sepolcro vuoto e ad avvisare gli apostoli.

“Maria Maddalena”, dunque, vince in alcuni passaggi di contenuto: l’esaltazione della qualità tutta femminile di provare compassione e misericordia, valori alla base del cristianesimo (Maria Maddalena che immerge il proprio sguardo nello sguardo dell’altro sofferente: è questa una delle rappresentazioni più belle del film); la spiegazione di cosa sia realmente il Regno annunciato da Gesù (non un Paradiso in terra bensì il cambiamento del mondo attraverso piccoli e grandi gesti passati da individuo a individuo, nella speranza di generare l’energia della conversione); vince anche nell’evitare una rappresentazione troppo patetica dei momenti topici della storia evangelica (l’Ultima Cena, la Passione).

“Maria Maddalena” perde, però, sul fronte dell’empatia: si rivela un film freddo, affidato a una simbologia filmica (non quella cristiana, che è evidente) troppo elementare, con una colonna sonora moderna invasiva ed eccessiva. Joaquin Phoenix, solitamente carismatico nei suoi ruoli, viene letteralmente schiacciato dall’importanza del personaggio, e sceglie – disastrosamente – di assumere un tono da guru vagamente invasato e innaturalmente placido. Il Gesù che immaginiamo essere vissuto è un individuo vero, sanguigno, capace di entrare in empatia con gli uomini grazie alla potenza della sua parola e del suo sguardo intenso, non un sonnolento inviato in una sorta di contatto “istintivo” con il suo Superiore, come a tratti appare questo Gesù.

Insomma, l’operazione linguistica (in latino e aramaico piuttosto che nell’improbabile inglese moderno), la scelta dell’interprete di Gesù (Jim Caviezel), nonché quella di fare una cronaca di ciò che è avvenuto in quei giorni di duemila anni fa, rendono il tanto bistrattato (ingiustamente) “The Passion Of Christ” di Mel Gibson qualcosa di infinitamente superiore a questo piccolo prodotto realizzato dal volenteroso Davis.

Maria Maddalena
Regia: Garth Davis
Cast: Rooney Mara, Joaquin Phoenix, Chiwetel Ejiofor
Distribuzione: Universal Pictures
Uscita nelle sale: 15 marzo
Voto: 6/10

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