Sulle tracce di Sankara tra ironia e riflessione, al Teatro Parenti

Alberto Malanchino, giovane attore italoburkinabè, ci racconta il suo viaggio in Africa. La sua Africa, quella di un ragazzo metà bianco e metà nero, a cavallo tra due culture, mai a casa propria fino in fondo. Alberto torna alle origini cercando nel viaggio da un lato le proprie radici, dall’altro le tracce di Thomas Sankara il Che Guevara africano: presidente di riferimento del panafricanismo e del rifiuto della dipendenza neocoloniale attraverso gli aiuti umanitari. Sua convinzione era che il dovere di un uomo politico fosse avere come bussola la felicità del proprio popolo e lo dimostrò con i fatti. Durante il suo mandato, infatti, (prima cioè di essere ammazzato dal suo migliore amico e compagno di rivoluzione Blaise Compaore) si fece promotore di numerose iniziative volte ora alla indipendenza neocoloniale, ora alla lotta alla diffusione delle malattie tra le quali l’Aids, vera e propria piaga sociale in Africa, contro l’analfabetismo, poligamia, e fece di tutto per portare la donna fuori da quell’arretratezza culturale diffusa che la considerava inferiore all’uomo.

In Verso Sankara (in scena al Teatro Franco Parenti fino al 22 maggio), grazie alle interviste di Malanchino, autore di un vero e proprio reportage, i suoi video, il racconto dei suoi incontri con i testimoni del periodo in cui Sankara era presidente, percepiamo i contorni di una figura estremamente carismatica e intrisa di moralità, e senso di giustizia. lo spettacolo è condotto dal regista Maurizio Schmidt con energia, e la giusta dose di ironia e musica, con il proposito di rappresentare un viaggio vero, tra compagni e bevute. Una musica mutevole suonata dal vivo da Moussa Kora Sanou che accompagna tutta la narrazione e la sostiene con vigore – anche nelle parti meno lineari e fruibili dal pubblico – rendendo godibile uno spettacolo-monologo mediamente lungo (circa due ore) e talora impegnativo.

“Dall’Africa”, spiega Schmidt, “c’è molto da imparare. E in questo viaggio alla ricerca delle proprie origini di un giovane attore per metà africano egli ritrova e riconosce la parte nera che è in lui, e vi scopre molti elementi analoghi con il pensiero e le caratteristiche del comandante Sankara.”

“Uno spettacolo”, prosegue il regista, “che vuole essere il tentativo di parlare alla seconda generazione di immigrati africani, quelli ormai integrati e che talvolta hanno perso un po’ di vista le proprie origini e danno loro significato e valore alterati”.
“Teatro civile? La strada che stiamo cercando è quella del civile che c’è in noi”.

Francesco Montonati

 

 

Verso Sankara
Alla scoperta della mia Africa
con Alberto Malanchino regia e drammaturgia Maurizio Schmidt
musica dal vivo Moussa Kora Sanou

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