“L’arte della fuga”: l’eterno dilemma tra rimorsi e rimpianti

 

Che sia coppia gay o etero, il dilemma resta il medesimo: affliggersi per rimorsi o rimpianti? Accettare la monogamia e la fedeltà, o accogliere ciò che il destino offre sotto forma di nuove avventure e/o nuove relazioni? Il dilemma, è vero, è sempre quello, ma solo se al centro si pone esclusivamente sé stessi. Se la prospettiva è egotica, il bivio esistenziale è solo tra errore o occasione perduta. Ma morsi e pianti sono sulla nostra coscienza e vengono dal nostro viso. E se guardassimo, per una volta, all’altro?

Ci provano i protagonisti de “L’arte della fuga” di Brice Cauvin, nelle sale dal 31 maggio. Commedia francese fine, a tratti prevedibile ma mai banale, il film vede come protagonista centrale Antoine, da dieci anni legato e convivente con il confortevole ma poco passionale Adar. Un improvviso termine di affitto obbliga la coppia al trasferimento: Adar propone l’acquisto di una casa in periferia. La scusa per Antoine è la lontananza dal centro, ma ovviamente c’è di più: la paura di legarsi definitivamente. Lo stesso Antoine è poi colui che critica ferocemente il fratello Louis, storico fidanzato della bella Julie, ragazza che però piace più ai genitori che a lui stesso. Difatti, una relazione fedifraga sembra complicare le cose giusto alla vigilia del matrimonio. Infine c’è il terzo fratello Gérard, inconsolabile ex marito, disoccupato e depresso, che non sa come ricostruirsi una vita dopo che la donna che amava, e ama ancora, lo ha lasciato alle spalle.

Tratto dall’omonimo romanzo del 1992 dello scrittore americano Stephen McCauley, “L’arte della fuga” trova in questo film una giusta, convenzionale se si vuole, declinazione grazie a un ottimo cast (i tre “fratelli” Laurent Lafitte, Benjamin Biolay e Nicolas Bedos e Agnès Jaoui nel ruolo di un’amica di Antoine, dal carattere vulcanico), a dialoghi ben scritti e all’eterno racconto della vita quotidiana (la nostra), scandita da scelte procrastinate, illusioni, ansie, piccoli e grandi coraggi, e altrettante vigliaccherie. Insomma, in quell’arte della fuga che è la vita ci siamo noi.

Ferruccio Gattuso

L’arte della fuga
Regia: Brice Cauvin
Cast: Laurent Lafitte, Agnès Jaoui, Benjamin Biolay
Distribuzione: Kitchen Film
Uscita nelle sale: 31 maggio
Voto: 7/10

 

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