Briga, esce il nuovo “Che cosa ci siamo fatti”. Venerdì 1 giugno l’instore a Milano

Prima il romanzo “Novocaina”, con tutto il suo contorno emotivo e la retorica del viaggio personale/sociale di una storia – come recita la seconda parte del titolo – “d’amore e di autocombustione”, poi il disco, la sonorizzazione di quell’impianto ideologico e progettuale con cui Briga torna alla musica. Alla sua musica e al suo modo testardo e volitivo di intenderla. Un album con cui continuare, afferma lo stesso titolare, “a dire la mia riguardo delle cose che mi stanno a cuore”.

E il disco, che ha intitolato “Che cosa ci siamo fatti” e che uscirà venerdì primo giugno, è un’affermazione della propria individualità estetica; un disco che “mette paura” per come spoglia Briga di sovrastrutture e pregiudizi. “Ma la paura”, dice, “è il pane dei sognatori”. Perciò…

Perciò, seguendo la sua logica, il sogno, la sfrontatezza di seguirlo fino in fondo quanto a “forma musicale”, è stato quello di “trattare questo disco con mentalità anacronistica, con un rispetto che non è di questi tempi, rispetto nei confronti della musica e del ruolo che ho di musicista e di cantante”, continua Briga. “Nel 2018 è molto difficile mantenere questo tipo di attitudine. Questo è un disco di brani da repertorio, non da instant hit”.

E Briga, che ora esce con un lavoro classicamente pop, si rivela pronto a rileggere il proprio percorso, partito anche dal rap: “Ma i più attenti lo avevano già capito”, dice ancora lui. “Io rapper atipico, legato strofe serrate con ritornelli aperti e melodici. Le collaborazioni che ho fatto non sono mai state legate alla sfera del rap, ma ad artisti come Tiziano Ferro, Gianluca Grignani o Antonello Venditti. È un po’ quello che volevo, e io mi sento un privilegiato perché ho in mano strumenti che altri non hanno. Posso fare tanto con un foglio e una penna. E devo distinguermi in questo grande fast food in cui ci troviamo. Ho lavorato tanto per fare un disco di questo tipo, doveva essere arrangiato così per crearmi quel piedistallo su cui ci sono solo io. Ci devo essere solo io, per una questione meramente stilistica. Quest’anno ci sono solo io così. Anche per andare in controtendenza, non ha mercato e non è radiofonico. Probabilmente sto sbagliando, ma è importante che sbagli con le mie mani”.

E poi: “Ho scritto e suonato il disco che desideravo da tempo facendo leva sulle esperienze accumulate nella mia vita fatta di musica, libri, viaggi, persone, amori, quartieri, calcio, vizi e domande. Per questo nuovo album ho scelto di stravolgere il mio stile musicale – un disco con l’anima e con le ali, malinconico, sfrontato, elegante e tachicardico, onesto e fedele a me stesso – e di assecondare questo cambiamento su tutto il piano della comunicazione, anche e soprattutto a livello iconografico”.

A “Che cosa ci siamo fatti” hanno collaborato, tra gli altri, Boosta (Subsonica), Fabio Massimo Colasanti (Pino Daniele), il direttore d’orchestra Enzo Campagnoli e il sassofonista Fabrizio Dottori.

Il giorno dell’uscita, il primo giugno, Briga sarà al Mondadori Store di piazza Duomo – alle ore 18 – per presentarlo e incontrare i propri fan.

Marco Castrovinci

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