La nuova stagione del Carcano è un viaggio nel teatro

Il viaggio come esperienza e come conoscenza del nuovo, dell’inconsueto. Un viaggio chiamato Teatro. È questo il proposito (e il nome che hanno dato alla stagione 2018/2019) di Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio, direttori artistici del Carcano, alla ricerca di una restituzione della cultura narrata, una cultura orale che invogli alla ricerca di quella scritta.ù

Molte le iniziative per questa nuova sessione teatrale che spaziano con grazia dalla prosa alla danza, ma la novità forse più importante è il ritorno dell’opera sul palco del Carcano. Due i titoli della grande tradizione lirica in cartellone, La cambiale di matrimonio nell’autunno 2018 e Don Giovanni nella primavera 2019. Unito alla Cambiale di matrimonio un dittico di melologhi, in omaggio a Rossini nel 150° della morte, su musiche composte da studenti delle classi di composizione del Conservatorio di Milano.

 

Cultura narrata, si diceva, con Tullio Solenghi, che leggerà il Decamerone di Boccaccio e del Fantozzi di Paolo Villaggio. E, se per quest’ultimo testo trovare una cifra più spontanea, meno manieristica di quelle a cui si è abituati quando si parla di reading in teatro, per Boccaccio la via sarà impervia. Il linguaggio stesso del Decameron, (che a seconda del tema trattato varia dal quello aulico e solenne, a quello semplice, quasi dialettale del popolo) è una sfida, su questo campo.

Da ottobre a Marzo Philippe Daverio sarà impegnato in una serie di quattro conferenze (Mistero d’Italia), sul concetto di italianità oggi, cosa significa essere italiani e di cosa ci ha portati a essere il Paese che siamo.

Largo alla musica – con il coloratissimo Soweto Gospel Choir (dal 30 novembre al 2 dicembre 2018), in un concerto speciale per celebrare il centesimo anniversario della nascita di Nelson Mandela – e alla danza, con una serie di balletti tra cui La bella addormentata (Balletto del sud con musiche di Pëtr Il’ic Cajkovskij, da sabato 29 dicembre 2018 a martedì 1 gennaio 2019), Otello (Balletto di Roma con musiche di Dvorák, 24-27 gennaio 2019).

E naturalmente la prosa, con dieci titoli tra classici e contemporanei. Tra questi Il Misantropo, di Molière (13 -23 dicembre 2018), Il gabbiano, di Anton Checov (dal 31 gennaio al 10 febbraio 2019), Le allegre comari di Windsor, di William Shakespeare, dal 21 febbraio al 3 marzo 2019) – e in voci nel buio (John Pielmeier) con Laura Morante. (dal 5 al 17 marzo 2019).

 

Per saperne di più ecco il link.

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