Area M, Città Studi Sound: dal quartiere della musica a tutta la città

Milano e il jazz, la musica e il quartiere, che in questo caso ha la centralità simbolica e propositiva di Città Studi e guarda al resto della città. Area M Città Studi Sound è il progetto che riparte sabato 23 giugno con una serie di eventi ospitati in luoghi che – dicono gli organizzatori – posseggono essi stessi un loro suono e una loro identità.
La stagione concertistica che caratterizza Area M è coordinata da Tino Tracanna, sassofonista, compositore e didatta, attento al ricambio generazionale nel campo della musica jazz.
La programmazione concertistica – come il progetto stesso mira all’inclusione nel mondo del lavoro dei giovani – va di pari passo con l’organizzazione di percorsi di tutoring post diploma che coinvolge le scuole di alta formazione del quartiere. Non solo musicali, ma legate al settore dell’intrattenimento in generale. E poi, a partire dal 18 luglio, il progetto si espende per Milano. È questo che riporta tutto, dice Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, “alla centralità della musica jazz” e a “una serie di attività che non si esauriscono nei concerti ma arrivano anche ad altri progetti, con capacità di fare sintesi delle aspettative della comunità jazz e l’intersezione con i quartieri della città. Si parte da Città Studi, ma quest’anno Area M si irradia in diversi altri luoghi”. Questo perché – aggunge – “il jazz ha confini difficili da porre”
GLI APPUNTAMENTI – Sono 24 quelli fra concerti jazz, interdisciplinari ed eventi collaterali. Il progetto prevede, così, la creazione di Area M Orchestra con organico stabile stagionale, formato da musicisti under 35 a cui, quest’anno, vengono affidate 5 nuove produzioni

Si parte il 23 giugno nel Cortile dei Martinitt con Journey Through The Secret Life Of Plants, dove verranno restituire per big band uno dei grandi repertori creati da Stevie Wonder.

Il 27 giugno si passa quindi in piazza Leonardo con Living In A Material World, il cui titolo è ispirato al celebre documentario di Martin Scorsese dedicato a George Harrison, riprendendo il disco il Beatle ha pubblicato nel 1973.

Il 3 luglio sarà la volta di Double Cut Inflactions nel Cortile dei Martinitt, che con organico allargato presenteranno il repertorio del primo omonimo album e del nuovo Mappe, in uscita a fine giugno per Parco della Musica.

Il 10 luglio nel Giardino delle Culture si esibirà The Purple Quintet, gruppo formato da 5 musicisti under 35 guidati da un veterano della chitarra jazz come Alex Usai, le cui composizioni formeranno il nucleo centrale del repertorio, lasciando anche spazio a brani del songbook americano.

Il 12 luglio sempre nel Cortile dei Martinitt toccherà a “Il Mucchio Selvaggio di Sam Peckinpah – Wild Bunch in Jazz”, uno dei riferimenti “ideologici” per il mondo culturale che, alla fine degli anni Sessanta, si è affiancato alla contestazione studentesca. Si tratta della “sonorizzazione di una parte della pellicola”, anticipa Emilio Sioli Legnani, direttore artistico Area Musica Estate, “con l’esecuzione dal vivo della sua stupenda colonna sonora arrangiata e diretta da Corrado Guarino. Queste produzioni sono l’ossatura che girerà la città”.

FUORI DA CITTÀ STUDI – La rassegna lascerà poi il quartiere Città Studi per muoversi in vari quartieri di Milano, dal Castello Sforzesco a Villa Scheibler a Quarto Oggiaro, a Cassina Anna a Bruzzano, all’Auditorium Ca’ Granda a Niguarda proponendo repliche delle varie produzioni.
E dopo l’estate riprenderà il 20 settembre con letture dedicate alle grandi figure del jazz in collaborazione con la Scuola Mohole, mentre dal 5 al 7 ottobre al Teatro Menotti ci sarà un adattamento di “Carlito’s Way”, liberamente ispirato al romanzo di Edwin Torres, per concludersi il 13 ottobre con il grande sassofonista John Surman che si esibirà al Conservatorio assieme all’Orchestra Nazionale Jazz dei Giovani Talenti dei Conservatori.
“L’Area M Orchestra ”, dice Cristina Frosini, direttore Conservatorio di Milano “Giuseppe Verdi”, è formata dall’80% da studenti diplomati in jazz”. Segno, questo, del fatto che “le scuole portano verso il lavoro e questo è uno degli esempi di quello che si può fare. I nostri ragazzi diplomati già lavorano, sono ragazzi che escono e conoscono già la professione. A coordinare questo progetto e la scuola di jazz è Tino Tracanna, e noi siamo orgogliosi di questo e del fatto che i progetti della scuola abbiano portato negli anni a un aumento della qualità degli studenti”.
“Questo è un allestimento culturale e musicale”, aggiunge Sioli, “che include la produzione e il potenziamento di percorsi di tutor post diploma, non solo per studenti delle scuole di musica. Vogliamo coinvolgere anche studenti di altre discipline, che possono rientrare nella categoria dell’intrattenimento. E la scelta di ‘Mucchio selvaggio’ è arrivata perché veicola un messaggio che è anche il nostro: chi non si rinnova in questa città e nel mondo è perduto, dobbiamo stimolare la nostra città e tutti noi al rinnovamento”.

QUI IL PROGRAMMA E ALTRE INFO

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