Alvaro Soler, l’album dopo il tormentone: esce Mar de colores. Incontro coi fan al Mondadori Megastore

È l’Alvaro Soler che ti aspetti. Quello con lo sguardo sornione e rilassato, a tratti compiaciuto della condizione privilegiata in cui si trova, l’artista acqua e sapone che guarda all’estate appena archiviata e si trova a suo agio nella parte del vincitore. Perché è innegabile che Soler, insieme a un gruppo ristretto di artisti che include inesorabilmente gente come Giusy Ferreri e Baby K, si sia portato a casa anche quest’anno il primato di presenze nell’air play radiofonico e non solo. Perché anche chi ha frequentato un poco lidi, bar, locali in qualsiasi località di mare non ha potuto sottrarsi alla legge del tormentone, che in questo caso ha portato il nome di “La cintura” e che in verità ha iniziato la sua corsa ben prima di agosto.
Così si lavora a un brano di successo iper pop, pare dirci ora Soler. Prendendo una grande rincorsa per avere più slancio ed essere sempre lì, vicini al risultato che ci si è prefissati. E lui lo sa bene, ora, anche perché, a conti fatti, “La cintura” risulta essere in Italia il quinto tormentone di successo di fila.
Ma anche questo, ad Alvaro Soler, non basta. Ora c’è da fare spazio al resto, alle altre canzoni su cui ha lavorato per mettere insieme il suo nuovo album, “Mar de colores”, una “evoluzione naturale”, dice. “Le fondamenta del nostro lavoro sono state create con ‘Eterno agosto’, racconta. “Quel primo mio disco – rimasto in classifica italiana degli album più venduti per 53 settimane di fila – è stato un esperimento, fatto a Berlino e in lingua spagnola. Tutto quel successo non ce lo saremmo mai aspettato”, confessa. “Di questo ‘Mar de colores’ mi sono occupato a fondo, con una piacevole pressione, ottima per tirare fuori un grande album per me. Con una linea estetica, con suoni più alternativi che in passato, c’era per me l’idea di reinventare canzoni nel ‘mondo Alvaro Soler’ con spunti diversi. È un disco più maturo e anche i testi ritengo siano più maturi che in ‘Eterno agosto’”.
‘Mar de colores’ conta 13 canzoni, compresa la ripresa di “La cintura” con il rapper Flo Rida e Tini, la protagonista della serie teen “Violetta”. C’è il solito Alvaro Soler, ma c’è anche qualche sfumatura differente, come la bella “Ella” o il brano “Nino Perdido”, dove il musicista spagnolo si è messo alla prova con la scrittura al piano. Anche se il suo mood vincente è ovviamente quello dell’allegria, perché – dice – “abbiamo già abbastanza canzoni per piangere, che ti portano giù. ‘Nino perdido’ però è così. Ho iniziato a suonare il piano, in famiglia… Ho voluto fare questa volta una ballata al pianoforte e il testo è venuto insieme alla melodia, come quando provi una giacca e sai che è perfetta. È necessario un equilibrio. Portare gioia con la musica è la cosa più bella, e i messaggi che mi scrivono le persone mi rinfrancano su questo. Io sono quello che punta sulle canzoni allegre, così riesco a connettermi con le persone, perché abbiamo già tanti problemi nella vita”.
Ma poi, aggiunge, “non c’è un colore predominante nel disco, ma tanti colori diversi. D’altra parte i colori primari sono tre e quindi non può essere che un mix di diverse tinte. E questo, credo, sarà sempre così, un’energia contagiosa con cui voglio far vedere la parte felice del mio carattere”.

Ma la notizia, oltre che un incontro con i fan milanesi per un firmacopie fissato per il 16 settembre al Mondadori Megastore di Milano (in via Marghera, ore 17,30), è l’annuncio di una data live per il prossimo 5 maggio 2019 al Mediolanum Forum. “Devo ancora disegnare il concept dello show, che avrà sicuramente un palco nuovo. È una parte creativa del mio lavoro che mi piace molto”, confessa. “Vorrei fare uno show più grande con la band, magari con un bella brass section di almeno tre componenti. Uno show più dinamico con tante cose, che fa venire voglia di tornare a vederlo. Nei live è un peccato che a volte la gente conosca solo le canzoni che passano di più alla radio, perché io faccio album. Ora il mio compito è anche quello lavorare sulle altre canzoni, su quelle che l’album lo fanno, con l’obiettivo di attrarre le persone ai miei concerti anche per gli altri brani”.
Qualcuno, poi, tira fuori l’argomento X Factor, con il terremoto che ha coinvolto in qualche modo lo show (Sky ancora non ha annunciato chi verosimilmente dovrà sostituire Asia Argento per la parte live del talent). Lui casca dalle nuvole e dice di non sapere nulla di nulla (quindi nega di essere stato contattato). Ma dice: “X Factor è per me un ricordo molto bello, sempre. Penso che se arriva l’opportunità per fare qualcosa in tv, ok. Ma X Factor prende un sacco di tempo e ora con l’album fuori sarebbe per me impossibile. La priorità è fare il musicista, anche se è chiaro che la tv aiuta sempre”.
Ma poi, tornando al principio, e cioè ai tormentoni: lui che in questi anni è stato un hit maker pressoché infallibile, è stato a sua volta “vittima” di un tormentone? E se sì, quale? Soler non ha dubbi e cita “La tortura” di Shakira e Alejandro Sanz, del 2005. “È uno di quelli che più mi è rimasto in mente”, dice. “L’ho sentita quando vivevo in Giappone e ascoltare una canzone in spagnolo lì era molto strano. Ma mi faceva tanto sentire a casa”.

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