Rkomi, da Assassin’s Creed al nuovo disco: “Metterà tutti d’accordo. Cambierò ancora più rispetto a Io in terra”

Musica e videogames. Rap, beat, rime e filosofia dell’intrattenimento “alto”: il progetto comune tra Assassin’s Creed (e Ubisoft, l’azienda che lo produce) e il rapper milanese Rkomi ha già portato all’uscita di un pezzo intitolato “Non ho mai avuto la mia età”, con relativo video girato tra un magazzino a Milano e il tempio di Segesta, eredità della Magna Grecia in Sicilia. Location scelta non a caso, dal momento che il nuovo capitolo di Assassin’s Creed si chiama Odissey e ha in “Forgia il tuo destino” il claim del progetto generale che – dicono a Ubisoft – “rappresenta il grido di rivincita di ragazzi che hanno voglia di essere ascoltati e assumersi autonomamente le responsabilità di ciò che vogliono essere e fare”. Questi ragazzi che sono, insomma, “i moderni Alexios e Kassandra, vale a dire gli eroi greci che nel videogame intraprendono un viaggio epico verso l’auto-affermazione, lottando contro tutti coloro che scoraggiano la fiducia personale e il credere in sé stessi”.

Rkomi, come mai è stato coinvolto in questo progetto? E poi, lei è appassionato di videogame?

Sono un po’ atipico a riguardo perché non sono mai stato un grande giocatore, ma diciamo che tra i giochi che mi hanno fatto pensare ‘Non sto perdendo del tempo nel farli’, c’era assolutamente Assassin’s Creed. Perché con la scusa riuscivo a unire intrattenimento e cultura, oltre alla storia in questo caso. E non c’è niente di male a godere un po’ del proprio tempo in questo modo, anche se nella mia vita io di tempo ne ho perso tanto ma in altri modi…

E questo videogame in particolare?

Si avvicina molto al concetto di quello che è la mia musica, nonostante poi io mi imponga di non voler dare un significato sempre e comunque a quello che dico. Qui c’è un bel feeling e forse per questo sono stato scelto come artista.

Qual è stata la sua reazione all’offerta di partecipare a questo progetto?

Mi ha fatto piacere. Con loro già lo scorso anno ha fatto un lavoro Ghali… Se trovo un mio senso alle cose non mi precludo mai nulla: ero rimasto piacevolmente sorpreso per la cosa e conoscendo il concetto stesso del progetto di quest’anno ho accettato di farne parte.

Con un pezzo come “Non ho mai avuto la mia età”. Com’è nato?

In modo naturale. Il videogioco lo conosco, quello dell’anno scorso – “Origin” – l’ho addirittura finito in un momento un po’ più tranquillo del mio anno passato. Conoscevo i protagonisti che ho citato in diversi punti, con l’intenzione ovviamente che tutto fosse in linea con le mie cose.

Si è trovato a scrivere avendo un obiettivo o si è sentito limitato in qualche modo?

Ho avuto questo timore inizialmente e quindi ho riflettuto un po’ su questo aspetto. Poi però è uscito così, molto facilmente.

Con chi hai lavorato per il brano?

Con Shablo e Junior K, che è il dj che mi accompagna per questo mini live qui all11 ClubRoom.

Questo progetto vuole esplorare il rapporto tra mondo adulto e generazioni più giovani…

Noto questa cosa, se parliamo della musica. Io sono stato un po’ l’anello di congiunzione tra la vecchia scuola e la mia generazione. Ho collaborato con molte leggende del rap italiano. È come se musicalmente fossi così, un po’ e un po’, e riuscissi a parlare a un po’ tutte le fasce di età. E di questo sono contento, non mi piace fossilizzarmi solo su una cosa, come succede spesso con le nuove leve della scena.

E su Assassin’s Creed in particolare? Si parla di rivincita dei ragazzi sul mondo adulto, di lotta contro chi li scoraggia a credere in se stessi.

Io però, devo dire, che non mi ci vedo tanto in questo. Ci sta chi può non essere stato compreso dai grandi nella propria vita, ma credo anche che spesso questa sia una bella scusa, un bel nascondiglio. Un videogioco può aiutare, se questo vogliamo dire. Ma non sono certo io il personaggio che può dare voce a questo pensiero. Spesso e volentieri è proprio il ragazzo che non vuole essere capito, che decide di non essere e di non voler tante cose. Così come un genitore. Io spesso mi davo questa scusa per non fare tante cose. Poi si cresce e ci si dà le proprie colpe o le proprie responsabilità.

Lei però aveva la scrittura dalla sua parte. Come si è evoluta in questi anni? Ci sono ad esempio delle rime tagliate e altro ancora…

Beh, quella è una tecnica che ho utilizzato già dal mio primo brano, Dasein Sollen, che è il pezzo con cui sono uscito col primo video. Le ho riprese in Solo… So che c’è un artista che adesso rappa solo così (si rifersice a Quentin40: ndr). Questo brano comunque non farà parte del mio prossimo disco. Ho fatto delle cose in Dasein Sollen, ho fatto altre cose con Io in terra, ora sto facendo tutt’altro. Ovviamente con la mia linea, con la mia naturalezza. Però mi sto buttando in altri mondi. Questo progetto è servito a me anche un voler tornare alle mie origini, per rappare alla mia vecchia maniera, perché so che stava mancando un pochino. Ma sono sicuro che quello che sta arrivando metterà un po’ tutti d’accordo. Cambierò ancora di più di Io in terra, ma non parlo di diventare più pop, ossia il solito discorso che poi è il solito spavento generale. Ma sarà un lavoro ancora più artistico, dalle musiche al mio voler uscire da quello che so fare già bene.

Ci sarà ancora Parix, che su Io in terra ha fatto un grande lavoro con le chitarre?

Mi auguro di sì, perché ha spaccato. Grazie a Mai più, Origami, all’intro di Io in terra ho scoperto di avere una naturalezza nel lavorare con i musicisti. Quindi ci saranno ancora più musicisti e questa è la cosa sicura. Non per forza roba acustica, non per forza un batterista, un chitarrista, eccetera. Ma sarà materiale che magari passerà poi da un produttore, che spolperà o rimpolperà i pezzi su cui metterà mano.

Questo le darà occasione di allargare ancora di più la sua visione?

Sì, e il discorso varrà anche le performance live. Nel disco ci sarà anche tanto funk, ci saranno tante cose.

Ha idea di quando uscirà?

Quando è uscito Io in terra avevo già cinque o sei brani che volevo mettere nel disco successivo, ovvero questo a cui sto lavorando. Ora sono arrivato a quota venti brani, sono molto severo con me stesso riguardo il prossimo progetto, quindi non so quanti di questi venti brani poi usciranno effettivamente. Dico che uscirà a breve: una data non tanto lontana, ma nemmeno così imminente.

Marco Castrovinci

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