‘Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show’, 15 anni e non sentirli

È incentrato sul cabaret, quello vero, quello di una volta, il ‘Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show’ lo spettacolo in scena al Teatro Manzoni dal 6 all’11 novembre. Il varietà, colorato e scanzonato, fatto di sketch, battute, lazzi e improvvisazioni, e intervallato da spazi musicali. Sul palco infatti, insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi, anche l’orchestra Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio, sassofonista e arrangiatore che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Ray Charles e Stevie Wonder e che dal 2005 lavora in teatro con Massimo Lopez.

Componenti storici del ‘Trio’, Lopez e Solenghi non hanno certo bisogno di presentazioni. Dotati di uno humor trasversale hanno la rara capacità di divertire ogni tipo di pubblico. Qualcuno li ha paragonati ai Monty Python ma loro, pur compiaciuti del paragone, tengono a specificare che non li conoscevano nemmeno, ai primi tempi della loro carriera.

Lo spettacolo dura quasi due ore, tempo nel quale sembra (e in effetti è proprio così) di assistere a una serata tra amici.
“Questo nostro spettacolo è nato quasi per gioco”, spiega Lopez, “con la voglia di tornare insieme sul palco dopo 15 anni con i nostri attrezzi del mestiere: sketch, imitazioni, frammenti di teatro, parodie”.

I due si conoscono da decenni, hanno collaborato e lavorato insieme per lunghissimo tempo, e anche quando non collaboravano non hanno mai perso il contatto – abitano persino nello stesso condominio a Roma. Tutto questo, l’esperienza insieme, l’affiatamento e, perché no, l’amicizia, si respirano nel loro teatro, emerge tutto dal loro porgere le battute, dal loro aspettarsi, stimarsi e rispettarsi sul palco, attore con attore, amico con amico.
E quando c’è quest’intesa –  e la loro capacità poderosamente intensificata dall’esperienza – lo spettacolo si crea quasi da solo.

Si susseguono i momenti comici fra spassose (e spietate) parodie, che nel loro cinismo, nella loro affilatura, travolgono lo spettatore, rivisitazioni di personaggi delle drammaturgie più famose (il parossistico Amleto di Solenghi, ad esempio) o momenti in cui le trovate comiche ci riportano ai tempi del Trio, in cui gag surreali condite di uno humor nonsense scandiscono tempi e ritmi di uno spettacolo che scorre piacevole e sereno.

Anche la musica, come detto, è parte integrante dello spettacolo. I nostri cantano brani di ogni genere (da Frank Sinatra a Rossini),  accompagnati dalla Jazz Company del maestro Comeglio che si inserisce con duttilità e delicatezza anche nelle varie fasi e momenti dello show.

Il momento in cui i due attori si divertono più durante lo spettacolo? A detta loro è quando imitano i due papi, Ratzinger e Bergoglio, immaginando surreali momenti di quotidiana convivenza papale.

E, benché lo spettacolo non sia mai un vero e proprio amarcord dei tempi d’oro, di quando cioè ‘Il Trio’ era un marchio di fabbrica capace di realizzare share televisivi da capogiro e spettacoli da sold out, non manca il momento di commozione in ricordo della scomparsa Anna Marchesini, loro storica compagna professionale: una poesia indiana distesa su un incantevole tappeto sonoro dai due amici, illuminati appena da una delicata luce lunare.
Un testo intenso che, per non rovinarvi il momento, non sveleremo (ma che se siete curiosi potete leggere nella versione integrale qui). Immaginatelo accompagnato dalle note di Gabriel Oboe’s, brano di  scritto per il film ‘The Mission’.

“In quei momenti”, raccontano gli attori, “è come se Anna fosse ancora, lì sulle assi di quel palco insieme a noi”. L’orchestra, mentre ancora gli applausi scroscianti e commossi non accennano a diminuire, attacca con un altro brano. “Abbiamo adottato questo accorgimento” ci ha raccontato Lopez, “perché nelle prime repliche, quell’applauso non ne voleva sapere di finire”.
Due ore spensierate di divertimento e musica (e poesia) che vi consigliamo di non perdere.

Francesco Montonati

 

Al Teatro Manzoni dal 6 all’11 novembre.
Scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi
con la Jazz Company diretta dal M. Gabriele Comeglio
scenografie Cristina Bartoletti

 

 

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