Alla riscoperta dei valori manzoniani, ‘I Promessi sposi alla prova’ al Teatro Parenti

Lo stimolo di associare Alessandro Manzoni agli obblighi scolastici è quasi un riflesso. È lì, sui banchi di scuola, che iniziamo a sentire parlare di lui, della sua massima opera ‘I promessi sposi’. È lì che conosciamo il suo linguaggio un po’ melenso, ridondante, romantico, la sua narrazione onnisciente, i suoi caratteri non sempre così vicini a noi.

In ‘Promessi sposi alla prova’ (in scena al Teatro Franco Parenti dal 20 marzo al 7 aprile), Giovanni Testori sovverte le nostre abitudini e ci restituisce un testo attuale, fruibile. Che ci riporta nell’ordine delle idee dell’opera, trasponendola, senza intaccarla, nella nostra contemporaneità, rispettandone poetica e valore che questo tempo attuale pare avere in parte smarrito.

Da qui l’esigenza di Andrée Ruth Shammah di riportare in scena questa pièce (che proprio qui al Salone Pier Lombardo, debutta nel 1985, con protagonista Franco Parenti e per la regia della stessa Ruth Shammah) comunicare qualcosa di universale, il classico applicato al presente:
“Con questo spettacolo, non solo si vuole restituire al pubblico uno dei capisaldi della letteratura italiana e far conoscere e amare la riscrittura di Testori, ma si intende esortare a camminare con una nuova consapevolezza nel nostro tempo e a riscoprire i fondamenti del Teatro, come lo intendo io ancora e sempre di più”

 Tra i muri spogli e polverosi di un teatro di provincia, una compagnia non troppo esperta si prepara ad allestire lo spettacolo ‘I promessi sposi’. Il Maestro spiega agli attori e sottolinea il contatto e il valore delle parole del testo, del modo, dell’approccio. Il fare Teatro, quello vero. Dei valori, capace di sovvertire le fedi, gli usi e gli schemi di una società.

È in questo contesto che l’attore assume il ruolo di mentore, guida, investendo se stesso di responsabilità. Sveste quasi i panni del personaggio chiamato a interpretare, per indossare finalmente i suoi originari. L’essere umano che ritrova se stesso nel personaggio che rappresenta rendendolo a sua volta umano.

Accanto a lui, tre attrici altrettanto capaci: Laura Marinoni (Gertrude), Carlina Torta (Agnese) e Laura Pasetti (Perpetua). Da loro emanano sicurezza e solidità in grado di sostenere e irrobustire le fondamenta della struttura dello spettacolo.
Meno credibili (certo meno esperti) sono gli attori che completano il cast: Filippo Lai (Renzo), Nina Pons (Lucia) e Sebastiano Spada (Don Rodrigo) che, comunque, sostenuti dalla base solida costituita dal trio succitato, non sfigurano.

‘Promessi sposi alla prova’ è il teatro della parola, quella evocativa, che nel silenzio delle assi del palcoscenico diventa realtà viva e richiama l’assoluto. Il teatro del mestiere e dello studio, del dialogo e dell’immersione, della peste, del male assoluto, che è al contempo occasione catartica di riscatto sullo stesso.
Un lavoro ben fatto e appagante, nelle sue tre ore dense e appassionate.

Francesco Montonati

 

(Foto Noemi Ardesi)

I Promessi Sposi alla prova
di Giovanni Testori
regia, adattamento e costumi Andrée Ruth Shammah
con Luca Lazzareschi, Laura Marinoni e con Filippo Lai, Laura Pasetti, Nina Pons, Sebastiano Spada e la partecipazione di Carlina Torta.
scena Gianmaurizio Fercioni
luci Camilla Piccioni
musiche Michele Tadini e Paolo Ciarchi

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