Tango glaciale reloaded (1982-2018); la quotidianità si eleva a spettacolo

A distanza di 35 anni, il regista Mario Martone porta in scena uno spettacolo che al suo debutto fu uno dei più intensi e rivoluzionari della stagione. Era il 1982 e Tango Glaciale (in scena al Teatro Franco Parenti dal 15 al 18 maggio) fu sperimentazione teatrale pura. Oggi, nella sua versione ‘reaload’ si rinnova, in tecnica e in approccio.

La scenografia è composta da dodici pannelli su cui sono proiettati ambienti cangianti e schizofrenici, atmosfere e ambienti che prendono vita e si rinnovano con un complicato quanto efficacissimo sistema di filmati e diapositive. Tre interpreti danzanti (Jozef Gjura, Giulia OdettoFilippo Porro) attraversano gli ambienti di una casa e li percorrono senza sosta dall’esterno all’interno in un moto che è sì pervaso di quotidianità domestica ma anche metafora di un viaggio dall’ordinario al fantastico, dalla musica al suono, dal gesto al movimento.

E i tre non si risparmiano, creano e muovono atmosfere aiutati da musica e luci e immagini ora scioccanti, ora esplosive, ora eccessive. SI muovono in una sorta di danza coordinata e vitale, che dai gesti quotidiani sfocia e dilaga in energia. Vitale, come lo spettacolo, una sferzata di vita. Non esiste un testo teatrale usuale, un copione, un botta e risposta. Il tutto è sostituito da un filo conduttore invisibile ma palpabile che lega e racconta, veste e denuda.

Una rappresentazione tutt’altro che canonica che ricorda a tratti un fumetto muto, la pop art americana resa reale, umana e quasi tangibile.
E che non può non rimanere impressa.

Francesco Montonati

progetto, scene e regia Mario Martone
riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi
elaborazioni videografiche Alessandro Papa
con Jozef Gjura, Giulia OdettoFilippo Porro
interventi pittorici/design Lino Fiorito
ambientazioni grafiche/cartoons Daniele Bigliardo
parti cinematografiche/aiuto–regia Angelo CurtiPasquale Mari
elaborazione della colonna sonora Daghi Rondanini
costumi Ernesto Esposito

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