Nerone, quanta vita (vera) dentro il nuovo “Gemini”: presentazione lunedì 17 in Mondadori

Se glielo si fa notare, eccolo che nicchia, inizia a girare intorno alla questione, quasi a volersi proteggere da ciò potrebbe accadere, ora che il suo disco più importante è fuori. Eppure non riesce a nascondersi da un’evidenza che sa bene essere tale e cioè che questo “Gemini” per il rapper milanese Nerone rappresenta il possibile salto verso i piani alti della scena rap di casa nostra. E non che il suo nome non sia già tra quelli che in questi anni hanno girato di più, ma il disco in questione che verrà presentato lunedì 17 giugno al Mondadori Megastore di via Marghera 28, alle 18.30 e che è uscito venerdì scorso è davvero un album definito, quadrato, solido quanto a suoni, invenzioni, tecnica, carattere. “Oggi mi sono svegliato alle 10 e ho vomitato”, confessa, parlando ad alcuni giornalisti il giorno prima della pubblicazione di “Gemini”. “Sono agitato perché penso che questo disco possa fare qualcosa. E sono arrivato stremato, tirando ancora la corda ma non so quanta corda ho ancora da tirare e questo forse mi spaventa”.

“Gemini” è il terzo album ufficiale per Nerone ed è composto da 13 tracce prodotte da 2P e Paolo Adma. Parte con una title-track in cui Nerone, prendendo spunto dal fatto di essere nato sotto il segno dei gemelli, descrive la sua personalità. Così come fanno pezzi come “Sul serio”, in cui parla della sua attitudine (in collaborazione con Gemitaiz), “Piacere, Max!”, in cui gioca sul tema del deficit di attenzione, “Mezza siga”, dedicato a un amico scomparso in cui racconta le esperienze passate che lo hanno formato. O ancora “Avengers”, dove collabora con Ensi e Jake La Furia.

“C’è cuore, c’è la fame, parlo di cose che ho vissuto, parlo sempre di me, anche nei dischi precedenti. Parlo di ciò che vivo, che penso sia giusto raccontare”, dice Nerone. “Diverse canzoni che vanno in direzioni diverse”.

Pensando poi al brano “Avengers”, che “girerà molto negli stereo”, racconta, “l’ho scritto con ansia e quando finalmente è arrivato il vocale di Jake… Due sogni nella vita li ho avuti anch’io e questo è uno di quelli, una soddisfazione fare il pezzo con Jake ed Ensi che per me è una roba incredibile. Un passaggio di testimone tra me e Jake La Furia? Non scherziamo”, dice. “Assolutamente no, non c’è proprio un testimone da passare, ci sono pietre che si mettono su una strada. E lui le sue le ha messe, con i Dogo ha insegnato a tutti come si rappa”.

Gli altri ospiti, oltre a Gemitaiz, Ensi e Jake La Furia, sono Warez, Nex Cassel ed Egreen, e raccontano un’altra caratteristica dell’artista milanese, quella di trovarsi a suo agio sia con l’underground che con il mainstream. 

Il disco esce con due copertine differenti. Nella versione digitale si vede la mano di Nerone stringere un pennarello per lanciare un doppio messaggio: se da una parte si sottolinea l’attitudine a sapersi destreggiare con la scrittura anche creando metriche originali, dall’altra c’è una call-to-action che fa riferimento al formato fisico dell’album. Nel cd, infatti, quello stesso pennarello è incluso nel packaging, mentre nell’artwork ci sarà uno spazio vuoto a disposizione di ogni fan in modo da permettergli di realizzare la propria, personale, versione della copertina. “Questo disco è il mio viaggio, sono curioso di sapere il tuo. Ascolta prima di tutto l’album, anche più volte se necessario e disegna tu stesso la copertina che pensi debba avere! Ricordati che il pennarello è indelebile e quindi hai una sola opportunità per fare al meglio questa copertina. “Gemini” è creatività, genio, sregolatezza! Buon viaggio e divertiti!”.

A questa attività è legato un contest che durerà per tutta l’estate e porterà a un evento finale, in programma a settembre al Tempio del Futuro Perduto di via Luigi Nono, dove le migliori 10 copertine realizzate dai fan saranno esposte insieme a quelle realizzate da 10 writer professionisti e vari “amici di Nerone”, tra cui probabilmente Noyz Narcos ed Emis Killa.

“In questi anni sono maturato”, dice ancora Nerone, “c’è più consapevolezza. Prima volevo solo dire e fare la musica. C’è una presa di coscienza, divento grande, ho fatto esperienze di vita diverse e ho sempre provato a coinvolgere il pubblico, perché senza pubblico l’intrattenitore non è nessuno. Io parlo di me, se capisci quello che dico bene, ma non ti plasmo. L’obiettivo è sempre fare meglio dell’anno prima. Poi se fai boom… Mi interessa che la gente dica: hai visto Nerone che disco che ha fatto? Con “Gemini” spero sì di fare il salto, penso già di averlo fatto riguardo a me stesso e questo è un pensiero che mi dà sollievo. Se questo disco non va come dovrebbe, so che abbiamo fatto il possibile e siamo cresciuti. Tutto questo non è una bomba che mi è scoppiata in mano e io sono pronto. Io sono contentissimo di andare sempre in giro a suonare, perché amo da sempre stare sul palco e perché il disco lo comunichi per davvero live. E finché si suona, siamo salvi”.

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