Zoda è un “Ufo”: un disco per Jive e l’ingresso nella scena (dalla porta principale). Il 27 giugno firmacopie in Mondadori Marghera

L’appuntamento è per oggi, 27 giugno, alle 18, al Mondadori Megastore di via Marghera 28. Ad attendere i fan per il classico firmacopie è un piccolo fuoriclasse del rap italiano, che risponde al nome di Zoda. Uno che, a suo modo, è entrato nella scena non certo atterrando sulle punte – come direbbe Rkomi – ma battendo i piedi per farsi sentire. Da tutti. E infatti almeno due traguardi li ha raggiunti: il primo è la pubblicazione del suo primo Ep per l’etichetta Jive Records (Sony Music Italy), per cui quest’anno aveva fatto già uscire i singoli “Black Widow” e “Comete”; la seconda è l’essere riuscito in pochi mesi – praticamente da quando si è trasferito in pianta stabile a Milano – a raccogliere attorno a sé una serie di porduttori, tutti di prima fascia, da Fish a Low Kidd, a Sick Luke e altri ancora. Tutti uniti per un disco che ha voluto chiamare “Ufo” e che è uscito da pochi giorni.

Quella di Zoda è una storia particolare, arrivato com’è al rap da un passato di youtuber di lusso. Lui, all’anagrafe Daniele Sodano, classe 1996, su YouTube arriva a conquistare da giovanissimo milioni di fan, a partecipare a una serie Mtv e a recitare nel film “Game Therapy”; come protagonista. Smette poi con il videomaking per dedicarsi alla musica creando il motto “YOLOWN” all’insegna della libertà, “un grido di battaglia, per tenere duro, resistere alle avversità”.

Ma la carta vincente la gioca con il singolo, e video, di “Balla”, uscito l’11 Settembre 2018, dopo quasi tre anni di assenza per via di “un periodo buio”, raggiungendo in poche ore la vetta della classifica YouTube e 10 milioni di stream su Spotify.

Ma com’è nato questo amore per il rap? “Alle gare di freestyle a cui mi capitava di partecipare”, racconta, “mi mettevo dietro a tutti, non facevo nulla, Ma poi tornavo a casa e mi mettevo a scrivere e scrivere. Il pensiero che la musica era cosa che volevo davvero fare è arrivato dopo. Il mondo dei video games l’ho frequentato per tanto tempo e non ho avuto rimpianti nell’allontanarmi, anche se mi sono sentito in dovere di dare delle spiegazioni al pubblico che era cresciuto con me. Ma nel cuore di un adolescente le cose cambiano, sviluppi passioni diverse, cambi prospettiva. Subito però sono arrivate le creitiche che mi hanno fatto male: i vari pregiudizi verso uno youtuber che faceva musica… Ma poi certe cose le assorbi e impari a gestirle”.

Ma com’è “Ufo”? È il classico Ep di chi si presenta alla scena e vuole farlo in grande, sfoderando più lati del suo intendere il rap, provando a capire quale direzione privilegiare. Ne viene fuori un quadro composito ma non schizofrenico o semplicemente dispersivo. Spicca tra le altre la produzione trap-oriented di Low Kidd (in “Luna e sole”), ma poi è il largo respiro dei due pezzi firmato Big Fish – ossia “Gta” e “Yolown” a dare aria al tutto, che comprende anche un paio di episodi dove la costruzione di un suono che risulti il più possibile personale arriva a includere pesanti riff di chitarra per ispessire il tutto. “Punto alla maturità di fare le cse sempre meglio”, dice Zoda. “Ho iniziato a Roma a lavorare con Sick Luke, ma poi per questioni logistiche mi sono spostato a Milano, anche per vedere un po’ come andava. Alla fine sono rimasto qui, ho conosciuto un sacco di persone fighe, volevo fare le cose bene puntando su suoni che andassero un po’ oltre alla trap, che sentivo non valorizzarmi. Amo per esempio i ritornelli melodici, e mi piacerebbe collaborare a proposito con Franco126 o Ketama126, oppure Beba o Priestess, che è una forte”. Vedremo di cosa sarà capace. Per ora Zoda si gusta un lungo instore tour. Di tempo per crescere e affermarsi ce n’è.

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