“Notturno di donna con ospiti”, Giuliana De Sio incanta con la sua dirompente espressività

notturno-di-donna-1Interno notte. Nel suo appartamento alla periferia di Napoli Adriana è sola perché il marito fa il metronotte e torna dal lavoro all’alba. Si è barricata dentro per paura dei ladri e, dopo la consueta telefonata alla madre, accende la tivù perché vuole rilassarsi. È in quel momento che qualcuno appare sulla porta. Bussa, strepita, urla. Adriana è terrorizzata, ma la figura dice di essere in pericolo e lei la fa entrare. È una sua ex compagna di classe, antipatica e scorbutica, che non vedeva da molti anni.

notturno-di-donna-4Da quel momento la casa si popolerà di persone, conosciute e sconosciute, che la trascineranno in un gioco psicologico devastante.
Le figure del suo passato tornano con prepotenza a farle visita, incarnandosi in personaggi emblematici o simbolici, che cominceranno a vorticarle attorno riportandola a momenti del passato dolorosi e mai risolti. Riprenderanno vita davanti ai suoi occhi e lei ne sarà investita, li rivivrà in un’alternanza passato e presente che da ultimo si risolverà, donandole una pace catartica ma certo non priva di sacrificio.

notturno-di-donna-3Ancora una volta figure genitoriali inadeguate (un padre remissivo e una madre arcigna), incapaci di far fronte ai bisogni intimi dei propri figli, fanno danni a lungo termine. Gemme scure che sbocciano in un’età in cui non si è ancora in grado di riconoscerli, si depositano sul fondo del proprio essere e lì rimangono per anni. Crescono nutrendosi delle insoddisfazioni quotidiane, dei fallimenti e delle sterili e soffocanti relazioni sociali, rapporti in cui non si ascolta l’altro e non si è ascoltati, fino a sfociare, esplodendo in atti difficilmente controllabili, spesso violenti, a volte fatali.

desio_notturno2Adriana è questo, in tutta la sua complessa trama emozionale, e sul palco una strepitosa Giuliana De Sio la interpreta magistralmente. Gioca con la propria espressività restituendo l’essere più profondo di questa donna in ogni guizzo, colore e sfumatura. Trascinando lo spettatore nella sua vita – noiosa e abitudinaria al punto tale che anche pulire la tomba del padre risulta un gradevole diversivo –, danzando con lui lungo una nottata strana, un concerto di emozioni e flashback che si susseguono senza apparente continuità logica, in un flusso di coscienza sempre più incontrollabile e che gradualmente acquista intensità. Fino a rapirla, privarla della razionalità e spingerla al drammatico gesto finale.

“Notturno di donna con ospiti” (in scena al Teatro Franco Parenti fino al 20 novembre) è un testo di Annibale Ruccello, talentuoso drammaturgo della Nuova Drammaturgia Napoletana scomparso prematuramente nel 1986. Una trama semplice e tesa, sostenuta da una suspense cinematografica e movimentata dalla scoppiettante comicità partenopea. La regia di Enrico Maria Lamanna è vivace, guizzante, e rallenta talvolta a descrivere attimi introspettivi. Lo spettacolo è incentrato su Giuliana De Sio, sulla sua prorompente energia e sulla complessità emotiva del suo personaggio, perno assoluto della storia. Scenografia (Roberto Ricci) e disegno luci (Stefano Pirandello) sono accuratamente studiati per assecondare il racconto contribuendo, ora sul piano narrativo, ora su quello atmosferico, alla riuscita dello stesso.

notturno-di-donna-2Una prova memorabile per Giuliana De Sio, in un spettacolo ben congegnato, strutturato e rodato (venti anni di repliche) che coinvolge in ogni istante e funziona a meraviglia.

Francesco Montonati

Foto © Federico Riva

 

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